DOJU FREIRE HOME PAGE

Benvenuti Testi Poesie Proposte Biografia Galleria Links E-mail
La danza



La danza è l'arte del'istante
e l'istante è bello come l'eternità.

[ Maurice Bèjart ]

La Danza non è una meta da conquistare, ma qualcosa che per natura appartiene a chiunque.
L'importante non è imparare a danzare, ma lasciare che il corpo, in movimento, ci racconti la sua storia, parli la sua lingua e arrivare così a sentire ed a usare un linguaggio più ampio.
Partendo dunque dalla coscienza individuale, vivendo il movimento (che è sinonimo di vita), si raggiungerà un linguaggio effettivamente comunicativo. A questo scopo è necessario soltanto l'atto creativo di prendere coscienza del movimento corporale, e poi, attraverso l'analisi del movimento corporale realizzare la danza.
Si può accedere all'essenza della danza solo attraverso la coscientizzazione del movimento spontaneo, così emergeranno i vari elementi che compongono lo strumento espressivo: le emozioni, i sentimenti, la pelle, le ossa, i muscoli, le articolazioni, la respirazione, lo spazio, il peso, il tempo, l'energia.
La continuità di questo processo ci porterà a conoscere la gamma di rapporti tra sensazioni e movimenti e ci porterà ad affrontare la ricerca del "punto di equilibrio" (rapporto con "il centro") tra i principali elementi psichici che legano il corpo allo spirito.
Il corpo umano è un elemento di espressione e questa si manifesta attraverso il movimento. Dunque, cos'è il movimento ? Quali sono i suoi elementi ? Le risposte dobbiamo trovarle osservandoci mentre facciamo le azioni più semplici; incontrare nel suono, nei rumori, nelle forme, nel tatto e soprattutto nel silenzio gli stimoli per i nostri movimenti armoniosamente completi.
Dopo avere coscientizzato il movimento nelle sue qualità, attraverso le emozioni provate, è possibile ampliare il dominio di quel linguaggio - nel senso più vasto del termine -, che ci è stato concesso insieme alla vita, prima ancora della parola e dei concetti mentali.
Concludendo, lo scopo di questo processo attraverso la danza è quello di fornire un'occasione alla nostra espressione corporale di rivelarsi per farci conoscere meglio questo linguaggio universale e por-tarci così ad un livello di coscienza più luminoso verso l'unità.

Lo stesso flusso di energia
che scorre tra le nostre vene,
notte e giorno,
scorre nel mondo
e danza in pulsazioni ritmate.

[ Rabindranath Tagore ]

Nozioni teoriche di Analisi del Movimento secondo Rudolf Laban



Il nostro corpo umano, tra altre meravigliose e misteriose qualità, ha quella di essere un raffinatissimo strumento d'espressione che si manifesta attraverso il movimento e la quiete corporale.

Che cos'è un movimento ? Come si manifesta ?
Movimento: trasformazione in cui un corpo è successivamente presente in differenti parti dello spazio; atto, effetto del muovere o del muoversi.

Il movimento corporeo si manifesta attraverso 4 Fattori Fondamentali che corrispondono a leggi fisiche che regolano la realtà nella quale viviamo, cioè Peso, Tempo e Spazio, insieme al quarto elemento chiamato Fluenza che corrisponde al modo, libero o intermittente, in cui può avvenire il manifestare di un movimento.

I movimenti del corpo umano si possono essenzialmente suddividere in:
- gesti: di mani e braccia, comprendono i movimenti di svuotare e riempire, spandere e raccogliere;
- passi: comprendono i salti, giri e corse;
- espressioni facciali: sono relativi ai movimenti della testa per dirigere bocca, occhi, naso, ed orecchie verso gli oggetti di cui si vuole avere una percezione sensoriale.

Si può aggiungere ancora, secondo gli studi dell'Analisi del Movimento di Rudolf Laban, che dentro il repertorio dei movimenti corporali degli esseri umani esistono 4 Azioni Basiche:
- camminare: deambulare attraverso lo spostamento del peso del corpo da un piede (gamba) all'altro.
- correre: accelerazione del camminare.
- saltare: proiezione subitanea del corpo verso l'alto, togliendo il contatto con la terra, sul posto o in movimento.
- girare: spostamento rotatorio del corpo attorno ad un asse verticale

e che i movimenti nascono da 3 Funzioni Corporali Basiche:
- flessione: atto, effetto del piegarsi che procura l'avvicinamento tra parti distanti.
- estensione: atto, effetto dell'allungamento che causa un distanziamento longitudinale.
- torsione: rotazione in senso opposto delle estremità di un segmento.

Il movimento corporale, meccanicamente, si esprime lungo 3 Assi (e 3 Piani):
- asse trasversale: ci attraversa lateralmente, il corpo inclina avanti e indietro
  (piano sagittale, o "la ruota", taglia in destra e sinistra);
- asse verticale: ci attraversa centralmente da su in giù, il corpo ruota destra e sinistra
  (piano orizzontale, "il tavolo", taglia in sotto e sopra);
- asse antero-posteriore: ci attraversa da davanti a dietro, il corpo inclina lateralmente a destra e a sinistra
  (piano frontale, o "la porta", taglia in davanti e dietro).

Il movimento del corpo attraverso la sua forza mantiene un rapporto costante con la gravità del pianeta.
Il movimento del corpo attraverso il suo percorso mantiene un rapporto costante con lo spazio.
Il movimento del corpo attraverso la sua durata mantiene un rapporto costante con il tempo.
E la fluenza lega come un filo questi elementi.
Questi fattori fondamentali dunque, sono Peso, Tempo, Spazio e Fluenza e ognuno di loro si manifesta in una duplice polarità:
- Peso: pesante o leggero, corrisponde al pensiero, l'intenzione, il "che cosa";
- Tempo: veloce o lento, corrisponde all'intuizione, alla decisione, il "quando";
- Spazio: diretto o flessibile, corrisponde alla sensazione, l'attenzione, il "dove";
- Fluenza: controllata o libera, corrisponde alla progressione, il "come".

Attraverso il lavoro di coscientizzazione del proprio corpo, prima nelle sue singole articolazioni, poi come unità, si affrontano i vari processi dialettici della realtà interiore-esteriore.
Secondo Yvonne Bergè che cita ciò che fa parte della millenaria saggezza orientale, "nulla è separato, e nel nostro stesso corpo possiamo trovare tutte le risposte; infatti, solo quando capiamo che il cammino è l'integrazione del "dentro" con il "fuori", superando le limitazioni espressive, possiamo percepire che ovunque l'energia che origina tutti i movimenti proviene dalla stessa fonte, cioè l'unione del cielo con la terra; e allora, i nostri movimenti iniziano a trasformarsi in Danza."

Consapevolezza, concentrazione, comprensione



La parola "consapevolezza" (sati in lingua pali, smrti in sanscrito) significa semplicemente "essere conscio di", "ricordare" o "diventare familiari con". Noi la usiamo nel senso di "essere in atto di essere consci di", o "essere in atto di ricordare".
Abbiamo visto la parola consapevolezza nel senso di riconoscimento o nuda attenzione, ma le sue accezioni non si fermano qui. La consapevolezza comprende anche gli elementi della concentrazione (samadhi) e della comprensione (prajña). Concentrazione e comprensione costituiscono, insieme, sia l'intensità che il frutto della consapevolezza.
Ogni volta che la luce della consapevolezza viene accesa, sono naturalmente presenti la concentrazione (mente uni-versa) e la comprensione (chiara visione). I termini "concentrazione" e "comprensione" sono spesso indicati come effetti o conseguenze; mentre per indicare la causa, o l'antecedente, possiamo usare i termini "fermarsi" e "guardare". Se sappiamo fermarci e guardare con attenzione, vedremo con chiarezza. Ma che cosa deve fermarsi ? La distrazione, la dispersività e la confusione. Lo stato di perdita di consapevolezza, di assenza di coscienza è ciò che deve fermarsi. Fermare non vuol dire sopprimere. Significa trasformare la distrazione in attenzione, la mancanza di consapevolezza nella presenza di consapevolezza.
[ Estratto da insegnamenti trasmessi dal prof. Corrado Pensa ]

Insegnare



Non si insegna ciò che si sa.
Non si insegna ciò che si vuole.
Si insegna ciò che si è.

[ Jean Jaurès ]

Qualsiasi insegnamento non può venire ricostruito nei suoi istanti più preziosi, quelli in cui si riesce a raggiungere l' "io" intimo di tale o talaltro allievo e a farne scaturire una luce spirituale. Quel che si può esporre nel modo migliore mi sembra povero in confronto di ciò che avviene durante le lezioni vere e proprie. Il tono, il ritmo, la concatenazione delle parole, il luogo e il tempo, lo stato d'animo di chi guida e quello degli allievi e tutte le altre circostanze che creano un'atmosfera viva, non possono essere riprodotti. Ora, è proprio ciò che non può essere descritto che contribuisce a far nascere il clima creatore. Il mio insegnamento è stato una scoperta intuitiva. La mia emozione mi dettava l'azione che suscitava nell'allievo l'apertura e l'attitudine ad apprendere. L'insegnare per mezzo dell'entusiasmo interiore è il contrario dell'insegnare in modo preconcetto, metodicamente elaborato, mentale o intellettuale.
La conoscenza dell'uomo, la conoscenza intuitiva dell'uomo, mi sembra essere una dote indispensabile al vero educatore, perché costui dovrebbe poter scoprire le attitudini innate e il carattere di ogni suo allievo ed alimentare lo sviluppo.
[ Johannes Itten ]

Scritti di Isadora Duncan



- Questa è la legge basilare per lo studio della danza: studiate i movimenti della Natura.

- La vera danza è una espressione di serenità, controllata dal ritmo profondo di una emozione interiore. L'emozione non raggiunge il momento dell'estasi attraverso una azione violenta, ma dapprima cova, dorme come la vita nel seme, per poi dischiudersi con delicata lentezza. I Greci capirono l'eterna bellezza di un movimento che cresce, che si espande e che termina con una promessa di rinascita. La danza è il ritmo di tutto ciò che muore per poi rinascere, è l'eterno risorgere del sole.

- E' possibile danzare in due modi, ci si può abbandonare allo spirito della danza e danzare l'oggetto sé: Dioniso; oppure si può contemplare lo spirito della danza come se si raccontasse una storia: Apollo.

- Bisogna sempre tenere presente che ci sono due tipi di danza: quella sacra e quella profana. Dicendo profana non intendo dire immorale, ma indico solamente quella danza che esprime l'essere fisico e la gioia dei sensi, mentre la danza sacra esprime le aspirazioni della anima a trasformarsi ed ad entrare in una sfera più elevata di quella terrena. Ai giorni nostri si sa molto poco della magia che risiede nel movimento e del potere di certi gesti.

- Se mi chiedeste se considero arte l'atto dell'amore, vi risponderei che non solo l'amore, ma ogni atto della vita dovrebbe essere praticato con arte. Perché noi non siamo più allo stadio di selvaggi primitivi e l'espressione intera della nostra vita deve essere creata attraverso la cultura e la trasformazione dell'intuizione e dell'istinto in arte.

- Oh Donna, viene davanti a noi, davanti ai nostri occhi desiderosi di bellezza e stanchi dell'orrore della civiltà, vieni avvolta da semplici tuniche che ci lascino intravedere la linea e l'armonia del corpo che rivestono, e danza per noi. Danzaci la dolcezza della vita e dei suoi significati, danza per noi i movimenti del volo degli uccelli, delle acque, degli alberi che ondeggiano, delle nuvole che corrono, danza per noi la santità e lo splendore del corpo femminile.

- Io credo che in ogni vita ci sia una linea spirituale, una curva ascendente. E tutto ciò che la sostiene o le dà vigore costituisce la nostra vita reale. Tutto il resto sono cose senza valore che non hanno importanza per il progetto di ciascuno. La mia arte è una di queste linee spirituali.